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lunedì 15 luglio 2013

Focaccia rustica: basilico, pomodorini e capperi

Ciao bimbe.
Non so se sia normale ma in questo periodo posto molto meno ricette rispetto a tempo fa. è l'estate, il sole, la poca voglia di stare in casa davanti al computer, la voglia di cercare di fare un weekend al mare, al lago o su nella mia baita in valle. L'ho desiderata così tanto questa estate che cerco di viverla tutta. Questo non vuol dire che non vi penso o che non mi piaccia comunque spignattare e creare in cucina... anzi... ogni tanto mi ritrovo a parlare di voi o di qualche vostro piatto al magopancione... strano eh!? Siete entrate di diritto nella mia vita ;) e vi ringrazio per questo. 
Oggi vi lascio questa ricetta estiva... un po' focaccia, un po' torta salata, molto buona, molto estiva, molto mediterranea. Buona tiepida ma ancora di più fredda. Per voi. Se vi va provatela e assaporatene una fettina insieme a me. è un po come pranzare insieme.. magari su un bel prato, o su un bel tavolone di legno in giardino... nella speranza un giorno di poter condividere con voi la mia tavola e di poter cucinare per voi.
Grazie di cuore.



Ingredienti:
  • 30 gr di lievito madre
  • 150 gr di farina di semola
  • 150 gr di latte tiepido
  • 2 uova
  • 1 manciata di capperi
  • 1 bella maciata di basilico
  • 1 manciata abbondante di formaggio grana
  • pomodorini secchi
  • 1 wurstel
  • olio evo
  • sale

Cuciniamo insieme:
Facile facile: sciogliete il lievito madre nel latte tiepido, aggiungete la farina di semola, le uova e abbondante basilico tritato. Impastate per bene e poi aggiungete il wurstel tagliato a cubetti, il grana, i capperi e i pomodorini secchi a pezzettini, aggiustate di sale e date una bella mescolata. 
Ponete in una teglia unta con dell'olio evo e fate lievitare per 7/8 ore (se usate il lievito di birra bastano un paio d'ore), infornate a 180° fino a cottura. E... bellalì!!
lalexa


lunedì 17 giugno 2013

Sformatini ovetti, ricotta di bufala e frutti di bosco!

Bimbe qui si vola. Il tempo stringe e sono sopraffatta dai preparativi per la Zombie (ve ne avevo parlato qui), inoltre son di cambio macchina quindi sto cercando disperatamente di vendere la mia carcassa... cosa alquanto dura per una serie di motivi (carrozzeria allo bo e luke dopo un rodeo, età avanzata del mezzo, motore a benzina ecc...). Insomma il tempo è tiranno e io riesco poco e male a far conciliare tutto! Ma non mi dispero!
Tempo fa ho preparato una tartare che richiedeva l'uso dell'ovetto di quaglia... ma voi avete mai comperato delle uova di quaglia? Le confezioni sono delle macchine infernali ripiene di ovetti che si possono usare solo per robe di catering secondo me... Io e il mago pancione siamo si buone forchette ma non riuscivo a smaltire ste uova... quindi qualche giorno dopo ho ideato questi piccoli sformatini salati che con questi frutti di bosco  si sono rivelati veramente una sorpresa! Se vi va vi lascio la ricetta :)
A presto amiche mie.




Ingredienti per 8 sformatini:
  • 8 uova di quaglia
  • 100 gr di ricotta di bufala
  • un paio di cucchiai di formaggio grana
  • 16 mirtilli
  • 8 lamponi
  • sale



Cuciniamo insieme:
La preparazione è davvero un gioco da ragazzi e velocissima! Mettete le uova di quaglia intere in piccoli stampini di silicone, aggiungete due mirtilli all'interno dell'albume e coprite con la ricotta di bufala che avrete lavorato a parte aggiungendo il  sale e il formaggio grana. Mettete in forno preriscaldato a 180° per circa un quarto d'ora. Fate sfreddare, servite capovolgendo gli sformatini e aggiungete un lampone su ognuno di essi!Davvero gustosi come antipastino!
lalexa






Con questa ricetta partecipo al contest "Ricette e Ricotta" di "Cappuccino e Cornetto" e "La Tramontina"









venerdì 24 maggio 2013

Mele di krapfen ca' mortazza per Biancaneve

C'era una volta...

...c'era una volta biancaneve. Da un po' di tempo, non si sa perché (o forse si) prova una certa repulsione per le mele, quelle rosse poi non le può proprio vedere. E allora passa la sua vita girando tra boschi, paesi e città cercando di evitare tutti i fruttivendoli. I nani sono cresciuti... di età... e ormai ognuno fa la sua vita lontano dal bosco, brontolo ad esempio va tutti i giorni in ufficio e se la passa abbastanza bene; dotto sognava una carriera in borsa e invece è cassaintegrato alla fiat, mammolo studia ancora con buoni risultati e ogni tanto manda un sms a Biancaneve per chiederle come va... e Biancaneve si gode la maturità, si rilassa ascoltanda sana musica rock, facendo il bagno nel torrente del bosco e vive di rendita grazie ai proventi della sua fiaba.
Ma un giorno...
Una losca figura iniziò ad aggirarsi nel bosco invidiosa del tenore di vita di Biancaneve. 
Eh no eh - disse la bionda arcigna strega - non è giusto che quella svampita sciacquetta se la spassi così, ora la frego io - La strega allora si ingegnò - cavolo con le mele non la frego più - e allora si chiuse nel suo scantinato laboratorio e con una mela come modello si mise a impastare, lievitare, condire, farcire, cuocere, scaldare, abbellire... ne uscirono delle similmele salate che con l'aggiunta di un ingrediente segreto avevano il potere di cancellare la memoria. Il piano era pronto...
Un giorno Biancaneve passeggiava tranquilla nel bosco... l'ora di pranzo era vicina e i brontolii del suo stomaco sembravano un temporale pronto ad esplodere. Ed ecco che a lato del sentiero incontrò una simpatica vecchina (è così svampita che non le è bastata la prima volta e non le è venuto il dubbio che fosse una vecchiarcigna strega) che le disse che lei odiava le vere mele e che ne aveva studiate altre... salate, buone, fumanti... e che (guarda caso) gliene offriva una... Biancaneve, ovviamente saltellando per la gioia ne smozzicò subito una... tiè... fregata! 
Stregalexa sogghignò sotto i baffi (finti sia chiaro). Biancaneve oramai senza un briciolo di memoria era nelle sue mani... e la stregaccia paracula convinse quella povera indifesa fanciulla di essere  in realtà sempre stata (così tanto per dispetto) un vecchio lupo di mare alla ricerca dell'arca perduta... e così da quel giorno Biancaneve (per colpa dell'invidia di stregalexa) gira vestita da marinaio metrosexual le spiagge d'Italia alla ricerca di quelle che crede essere la sua barca.... quindi se quest'estate andate al mare e la vedete... fate finta di niente. L'invidia non è finita. 
La morale!? Ovviamente non c'è. Prendete la fiaba per quella che è... e se un giorno in un bosco trovate una vecchina con un ciuffo biondo che esce da sotto la parrucca... non fatevi fregare. Sono io. 




Ingredienti per sei krapfen:

Per l'impasto:
  • 100 gr di patate bollite
  • 100 gr di farina
  • 10 gr di latte
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 6 grammi di lievito
  • 2 cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • 1 rosso d'uovo
  • sale
Per la farcitura:
  • mortadella
  • formaggio grana
  • curry rosso
  • olio evo
  • una linguina per decorare ;)

Cuciniamo insieme:
Stemperate il lievito nel latte scaldato insieme allo zucchero, lasciate riposare un quarto d'ora. Sul piano di lavoro schiacciate le patate, aggiungete la farina, il sale, il rosso d'uovo, il concentrato di pomodoro e infine il lievito. Impastate il tutto e create dei dischetti di circa un centimentro di spessore. Da questo impasto ne usciranno circa dodici. Su sei di questi ponete un quadratino di mortadella e uno di formaggio grana e con gli altri sei richiudete molto bene aiutandovi con una passata di acqua sui bordi per sigillare. Date la forma di palline e spolverate con il curry rosso la superficie. Fate lievitare per due ore circa.
Passato il tempo create i piccioli  finti inserindo un pezzettino di linguina in ogni "mela". Ungete per bene la superficie di tutte le sei "melette" con l'aiuto di un pennello da cucina e infornatele a 180° fino a doratura.
Et voilà... la mia fiaba è servita.

lalexa




...anche i sette nani hanno approfittato delle mie mele. Fulminati.



Con questa ricetta partecipo al contest "La fiaba è servita" di "Kitchen Cri" e "A Pancia Piena"



lunedì 6 maggio 2013

Torta brisè erbe di campo e tacchino

Capita spesso che qualcuno sostenga che io sia una tipa... strana. Strana io? Ma dico... forse il concetto di stranezza non mi è chiaro fino in fondo, strano può voler dire tutto e niente. All'inizio rimanevo quasi offesa davanti a queste affermazioni.
Poi rifletto... Ma cazzo avete visto che razza di gente fulminata appare ogni giorno nei miliardi di format-trash che girano sul piccolo schermo? Gente che si mangia chili di carta igienica e che dorme con un phon acceso nel letto, gente che vive sotterrata in casa da quintali di pattume e animali di vario genere che a loro volta non penso se la vivano proprio benissimo; persone con malattie imbarazzanti che mi vien da dire... poverette... Ma perché cacchio devi andare in tv a mostrare le tue miserie?! Madri completamente decerebrate che organizzano feste miliardarie in casa per i propri mocciosi con tigri ed elefanti e madri e padri ancora più dementi che conciano le proprie creature infanti come se dovessero essere delle meretrici tra le più feroci, sciaquette che sembrano uscite da un circo di cattivo gusto che ricordano vagamente Moira Orfei (con tutto il rispetto per questa simpatica donna) che improvvisamente si accorgono di essere considerate delle “zoccolaccie” e che quindi gradirebbero apparire più soft, più acqua e sapone... e non contenti di tutto ciò ora i programmi si stanno incrociando: gente xxl sepolta in casa con ossessioni compulsive, tra un po' vedremo madri che non sapevano di essere incinte che cucineranno mentre partoriscono... con l'immancabile chef di turno che le bacchetta perché non stanno lavorando bene... il paradosso è che questi programmi me li guardo vittima del tubo catodico con il mio Mago Pancione che mi guarda con sdegno e disprezzo... e me li guardo... Perché? Esorcizzano le mie paure... mi fanno comprendere che la normalità forse è solo e semplicemente la nuova frontiera. La strada da percorrere... mestolo in mano e grembiulino in vita. Oggi andiamo per erbe!


Ingredienti per una torta:

Per la pasta brisè:
  • 250 gr farina
  • 120 gr di burro a temperatura ambiente
  • 5 gr di zucchero
  • sale
  • mezzo bicchiere di acqua ghiacciata

Per la farcitura:
  • erbe miste di campo (bruscandoli, ortiche, erba amara, asparagi selvatici, borragine, tarassaco, alliaria)
  • 1 carota
  • 100 gr di carne di tacchino tritata
  • 1 uovo
  • sale
  • grana grattugiato


Cuciniamo insieme:
Disponete la farina sul piano di lavoro con il sale e lo zucchero e al centro mettete il burro a tocchetti. Lavorate il tutto molto velocemente fino a ottenere un impasto sabbioso, versate al centro l'acqua e incorporate bene all'impasto. Create una palla e mettete in frigo avvolto da pellicola per una mezz'oretta.
A parte lessate tutte le vostre belle erbe di campo raccolte, frullatele grossolanamente e mettetele in una terrina insieme al sale, l'uovo, la carne di tacchino e la carota tritata grossolanamente e una manciata di grana grattugiato e mescolate bene!
Stendete la pasta brisè e disponetela in uno stampo antiaderente, riempite con il composto di erbe e carne e spolverate se vi va con del grana. Cuocete ora a 180° per circa 40 minuti.
Ottima calda e anche fredda!

lalexa




Con questa ricetta partecipo al contest "Ricette spontanee" di Gattoghiotto e Rifugio Meira Garneri



lunedì 21 gennaio 2013

Spaghetti di patata al Teroldego di Peter con speck e fonduta di Trentingrana

Quanto amo la mia terra di origine? Troppo... e mi manca ancora di più ora che ne sono distante; non che Verona sia brutta... anzi, ma le radici sono sacre. Intoccabili. La mia terra, il Trentino, oltre che ad avere posti incredibili, profumi unici, scorci mozzafiato e gente straordinaria ha, come tutte le regioni, una immensa  cultura gastronomica: i piatti, non sempre dietetici... diciamocelo, sono tutti saldi nel mio cuore e nei miei ricordi.
Oggi voglio rendere omaggio ad una persona splendida, un amico caro che conosco da molto tempo: Peter Brunel, un grande chef che nasce e cresce in Val di Fassa ma che poi prende il volo nel panorama gastronomico italiano! Ho pensato quindi di proporre i suoi splendidi spaghetti di patate al Teroldego, per fargli onore e per dimostrargli tutta la mia stima e il mio affetto.
Ovviamente, fatti da lui questi "spaghetti" sono unici ed inimitabili!!! I miei sono una versione un po' più...rustica e casallinga. Non me ne abbia chef Peter ;)
Per esaltare questo piatto al meglio ho usato il Trentingrana per realizzare la fonduta! Voglia di  casa mia, voglia di baita, del fresco estivo della sera, del bosco e dei suoi profumi; a volte mi sento distante.
Questo piatto racchiude tutti i sapori della mia terra! Un grazie speciale a Peter!



Ingredienti per due persone:
  • 1 patata grossa
  • 25 gr di burro (meglio se di malga)
  • 25 gr di olio evo
  • timo
  • 1 bicchiere di Teroldego
  • 100 gr di panna fresca
  • 50 gr di latte
  • 100 gr di Trentingrana
  • speck
  • sale
  • pepe



Cuciniamo insieme:
Sbucciate la patata e crate i vostri spaghetti, io li ho creati a mano (genio e sregolatezza) ma in commercio esiste un torchietto apposito per ottenere gli spaghetti di patata. Mettete gli spaghetti in acqua fresca per fargli perdere l’amido e poi asciugateli su di un panno pulito. Mettete ora in un padellino un filo d’olio, il burro e un rametto di timo che poi leverete. A parte preparate la fonduta mettendo in un pentolino la panna e il latte, quando prende il bollore aggiungete il Trentingrana. Passate poi la fonduta con il frullatore ad immersione. Ora aggiungete gli spaghetti di patata nella pentola con l'olio e il burro e gradualmente bagnate con il vino Teroldego fino alla cottura desiderata, ci vorranno pochi minuti, la patata deve rimanere "al dente". Salate, pepate e lucidate con un filo di olio evo. In un'altra padella fate arrostire lo speck a dadini e impiattate mettendo sulla base la fonduta di formaggio, quindi gli spaghetti di patate e infine lo speck.


lalexa


Io, la baita e... MicioPino