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sabato 25 maggio 2013

Tartare di carpaccio con uovo di quaglia marinato

Oggi, torno alla realtà... dopo essermi ingozzata di finte mele e aver perso la memoria come la povera Biancaneve mi sollazzo con questa tartare. ;) ...Scusate i miei deliri ma avevo bisogno di staccare e fantasticare con la testolina.
Quanto amo la classica tartare di manzo, ma questa volta ho voluto provarla utilizzando un buon carpaccio che mi ha consigliato il mio macellaio. Davvero delicata.





Ingredienti per due persone:

Per la tartare:
  • 180 gr di carpaccio di manzo freschissimo
  • 1 cucchiaino di senape
  • succo di lime
  • sale
  • erba cipollina
  • pepe
  • olio evo

Per l'uovo marinato:
  • 2 rossi d'uovo di quaglia
  • 50 gr di sale
  • 50 gr di zucchero
  • semi di senape pestati
  • 1 kiwi



Cuciniamo insieme:
Prima di tutto prepariamo i nostri ovetti di quaglia. Separate il tuorlo dall'albume e mettete solo il rosso in un composto di sale e zucchero in parti uguali a cui ho aggiunto dei semi di senape schiacciati per conferire più carattere. Ricoprite i tuorli con il composto e lasciate marinare per un paio d'ore. Più li lasciate marinare più si solidificheranno.
Tagliate il carpaccio a coltello in maniera grossolana per non rovinare e sfibrare la carne (vogliamo o non vogliamo una tartare) e mettetela in un contenitore di plastica (l'acciaio rischia di ossidare la carne), aggiungete il succo di lime, il sale, la senape, il pepe, un filo d'olio evo, un po' di erba cipollina, mescolate per bene e lasciate marinare in frigorifero non più di un quarto d'ora (altrimenti la carne "cuoce" troppo).
Quando tutto è pronto impiattate creando uno strato di tartara alternandolo con delle fettine di kiwi tagliate sottili. Terminate il piatto con l'ovetto marinato, un filo d'olio e semi di sesamo a piacere.
Un tartarina fresca e gustosissima.

lalexa



 "Con questa ricetta partecipo al contest di L'Ennesimo Blog di Cucina, CRE-AZIONI IN CUCINA, di maggio"











venerdì 24 maggio 2013

Mele di krapfen ca' mortazza per Biancaneve

C'era una volta...

...c'era una volta biancaneve. Da un po' di tempo, non si sa perché (o forse si) prova una certa repulsione per le mele, quelle rosse poi non le può proprio vedere. E allora passa la sua vita girando tra boschi, paesi e città cercando di evitare tutti i fruttivendoli. I nani sono cresciuti... di età... e ormai ognuno fa la sua vita lontano dal bosco, brontolo ad esempio va tutti i giorni in ufficio e se la passa abbastanza bene; dotto sognava una carriera in borsa e invece è cassaintegrato alla fiat, mammolo studia ancora con buoni risultati e ogni tanto manda un sms a Biancaneve per chiederle come va... e Biancaneve si gode la maturità, si rilassa ascoltanda sana musica rock, facendo il bagno nel torrente del bosco e vive di rendita grazie ai proventi della sua fiaba.
Ma un giorno...
Una losca figura iniziò ad aggirarsi nel bosco invidiosa del tenore di vita di Biancaneve. 
Eh no eh - disse la bionda arcigna strega - non è giusto che quella svampita sciacquetta se la spassi così, ora la frego io - La strega allora si ingegnò - cavolo con le mele non la frego più - e allora si chiuse nel suo scantinato laboratorio e con una mela come modello si mise a impastare, lievitare, condire, farcire, cuocere, scaldare, abbellire... ne uscirono delle similmele salate che con l'aggiunta di un ingrediente segreto avevano il potere di cancellare la memoria. Il piano era pronto...
Un giorno Biancaneve passeggiava tranquilla nel bosco... l'ora di pranzo era vicina e i brontolii del suo stomaco sembravano un temporale pronto ad esplodere. Ed ecco che a lato del sentiero incontrò una simpatica vecchina (è così svampita che non le è bastata la prima volta e non le è venuto il dubbio che fosse una vecchiarcigna strega) che le disse che lei odiava le vere mele e che ne aveva studiate altre... salate, buone, fumanti... e che (guarda caso) gliene offriva una... Biancaneve, ovviamente saltellando per la gioia ne smozzicò subito una... tiè... fregata! 
Stregalexa sogghignò sotto i baffi (finti sia chiaro). Biancaneve oramai senza un briciolo di memoria era nelle sue mani... e la stregaccia paracula convinse quella povera indifesa fanciulla di essere  in realtà sempre stata (così tanto per dispetto) un vecchio lupo di mare alla ricerca dell'arca perduta... e così da quel giorno Biancaneve (per colpa dell'invidia di stregalexa) gira vestita da marinaio metrosexual le spiagge d'Italia alla ricerca di quelle che crede essere la sua barca.... quindi se quest'estate andate al mare e la vedete... fate finta di niente. L'invidia non è finita. 
La morale!? Ovviamente non c'è. Prendete la fiaba per quella che è... e se un giorno in un bosco trovate una vecchina con un ciuffo biondo che esce da sotto la parrucca... non fatevi fregare. Sono io. 




Ingredienti per sei krapfen:

Per l'impasto:
  • 100 gr di patate bollite
  • 100 gr di farina
  • 10 gr di latte
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 6 grammi di lievito
  • 2 cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • 1 rosso d'uovo
  • sale
Per la farcitura:
  • mortadella
  • formaggio grana
  • curry rosso
  • olio evo
  • una linguina per decorare ;)

Cuciniamo insieme:
Stemperate il lievito nel latte scaldato insieme allo zucchero, lasciate riposare un quarto d'ora. Sul piano di lavoro schiacciate le patate, aggiungete la farina, il sale, il rosso d'uovo, il concentrato di pomodoro e infine il lievito. Impastate il tutto e create dei dischetti di circa un centimentro di spessore. Da questo impasto ne usciranno circa dodici. Su sei di questi ponete un quadratino di mortadella e uno di formaggio grana e con gli altri sei richiudete molto bene aiutandovi con una passata di acqua sui bordi per sigillare. Date la forma di palline e spolverate con il curry rosso la superficie. Fate lievitare per due ore circa.
Passato il tempo create i piccioli  finti inserindo un pezzettino di linguina in ogni "mela". Ungete per bene la superficie di tutte le sei "melette" con l'aiuto di un pennello da cucina e infornatele a 180° fino a doratura.
Et voilà... la mia fiaba è servita.

lalexa




...anche i sette nani hanno approfittato delle mie mele. Fulminati.



Con questa ricetta partecipo al contest "La fiaba è servita" di "Kitchen Cri" e "A Pancia Piena"



domenica 14 aprile 2013

Rotolo gorgonzola e viola

Oggi, visto che per me la domenica è sacra, non tanto per il fattore religioso ma più perché la stanchezza e la voglia di riposare mi si cuciono ai vestiti creando un peso che mi tira verso il divano, ho deciso (con coraggio) di sistemare dei vecchi plichi di carte, cartine, biglietti, lettere, quaderni, quadri, disegni, ecc, ecc, ecc, dei tempi passati... cioè... parliamo di una motta di robaccia che va dai tempi delle superiori (chi non ne ha di scatole che contengono un po' di tutto). Divertente, tornano in mano miliardi di cose e di ricordi, seri e meno seri, risate, sorrisi amari, indifferenza... insomma un chi più ne ha più ne metta... e tra tutte queste cose c'erano appunti e quaderni del liceo artistico che ho frequentato lassù tra i monti. Che robeeeee! Difficile da spiegare. E tra tutte queste cose un foglio mi ha colpito più degli altri, conteneva una frase che in quegli anni adoravo (anche adesso, anche se sono cresciuta), rappresentava i miei anni di ragazza, l'incomprensione e la ribellione che a quell'età ti entra dentro facilmente, una sensazione che spesso faceva sentire al posto sbagliato nel momento sbagliato circondato da persone che magari non sfioravano minimamente la tua vera essenza... insomma... l'adolescenza... la mia utopica ribellione che portavo fiera e sfacciata con i capelli rosso fuoco e in un paio jeans strappati e la voglia di essere fuori dagli schemi... per fortuna o per sfortuna  si cresce.
Ma l'equilibrio rimane comunque cosa delicata.
Su quel foglio c'era questa frase:

“Camminavo lungo la strada con due amici, il sole tramontava, il cielo si tinse all'improvviso di rosso sangue, mi fermai, mi appoggiai stanco morto ad un parapetto, sul fiordo neroazzurro e sulla città c'erano sangue e lingue di fuoco, i miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura... e sentii un grande urlo infinito che attraversava la natura.”

Edvard Munch (1863-1944)


Ingredienti:

Per la pasta:
  • 2 uova
  • 20 gr di acqua
  • 70 gr di farina
  • 20 gr di burro sciolto
  • ½ cucchiaino di bicarbonato
  • 1 pizzico di sale

Per il ripieno:
  • 2 carote nere
  • ¼ di cavolo viola
  • gorgonzola
  • 1 pizzico di sumac (spezia medio-orientale)
  • sale


Cuciniamo insieme:
Montate gli albumi con un pizzico di sale, a parte lavorate i tuorli aggiungendo in seguito la farina setacciata, il bicarbonato e il burro sciolto. Infine delicatamente incorporate i bianchi mescolando dal basso verso l'alto. Stendete il composto in strato sottile creando un rettangolo su una teglia ricoperta di carta forno e fate cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa un quarto d'ora.
Una volta cotto adagiate subito il rettangolo di pasta su un panno inumidito e finché è ancora caldo dategli l'impronta a rotolo. Tenetelo così per una mezz'oretta.
Nel frattempo preparate la farcitura bollendo le carote insieme al cavolo, una volta cotte tritate il tutto aggiungendo il gorgonzola e una punta di sumac.
Farcite il rotolo con questo composto, arrotolate per bene... e il gioco è fatto!!

lalexa





Con questa ricetta partecipo al contest "Color Food" del blog "Fiordirosmarino"



domenica 10 marzo 2013

Krapfen salati con prosciutto crudo e mozzarella

Sapete che sono un'educatrice, al lavoro da qualche anno tra le altre cose ho deciso di raccogliere le storie di vita degli ospiti che ci sono; Alice è una di questi, una nonna di 90 anni che ha lavorato dall'età di 13 anni a servizio di una di quelle famiglie borghesi di Verona, all'epoca era normale andare a lavorare così giovani a servizio di famiglie benestanti; queste bambine si spostavano dal loro paesino per raggiungere la città e lavorare nottetempo in queste case, pulire, sistemare casa e cucinare. Una cosa impensabile ad oggi. Era la normalità... incredibile per me immaginare queste giovanissime donne lontane da casa, dimenticando ferie e la propria adolescenza! Ma negli anni '30/'40 questa era la prassi. È proprio Alice che mi racconta che spesso preparava per la sua "padrona", la contessa, questi krapfen, loro ne andavano pazzi e quando avevano ospiti lei ne preparava grandi quantità! Alice è una donna di una delicatezza e di un'umiltà disarmante... e mi ha donato questa splendida ricetta... eh che... io non la provo!?
Fantastici!!! Ne avrei mangiati 27 (numero a caso... giocatelo al lotto, ahah)! :)


Ingredienti per 6 krapfen:
  • 2 etti farina
  • 2 etti di patate bollite
  • 1 uovo
  • sale 
  • 12 gr di lievito di birra
  • prosciutto crudo
  • mozzarella
  • olio per friggere


Cuciniamo insieme:
Schiacciate le patate bollite e aggiungete la farina, l'uovo, il sale, il lievito sciolto in poca acqua tiepida zuccherata e impastate bene. Fate con questo impasto una sfoglia alta circa 1 cm e ricavate dei dischi con l'aiuto di un coppapasta usando tutto l'impasto. Avrete ottenuto così circa 12 dischi, su 6 di questi mettete del prosciutto crudo con della mozzarella (io ho messo anche metà pomodorino) e ricoprite con i dischetti rimanenti avendo cura di sigillare bene i bordi. Fate riposare coperti da un canovaccio per un paio d'ore e infine, quando saranno lievitati, friggeteli in abbondante olio fino a doratura, scolateli e poneteli su carta assorbente e il gioco è fatto!

lalexa





Con questa ricett partecipo al contest di thespicynote.it 







sabato 2 marzo 2013

Crostino biscottato al fegato d'anatra

Ciao ragazze!
Ecco lalexa, ma quanto corre lalexa in questi giorni. Uff.
Avrei proprio voglia di fermarmi qualche giorno (non contano quelli passati a letto con la febbre che mi hanno stancato ancora di più delle giornate di lavoro) per dedicarmi alle mie passioni e ad un sano fancazzismo in serenità, ahah, ma in questi giorni ho accettato un lavoro per il quale sto occupando una fetta gigantesca del mio tempo libero. Oltre al mio bel lavoretto con i nonni sto progettando un laboratorio creativo per un gruppo di bambini. La cosa mi terrorizza un po' perché ammetto di non essere abituata (lavorando con gli over 75) a trovarmi immersa in un gruppo di piccoli bimbi urlanti... ma proprio per questo non potevo rifiutare, i miei studi mi aiuteranno, ma si sa... l'università (soprattutto negli indirizzi sociali) non insegna a lavorare su campo... e allora sto progettando un laboratorio in pieno stile lalexa. Non può essere il solito laboratorio tipo grest/lavoretti... dev'essere un laboratorio, uno spazio, un momento.... folle!! Ma non solo... il mio obiettivo sarà quello di accompagnare questi bimbi in un percorso che li coinvolga a pieno. Non solo manualità... anzi... la mia idea è cercare di creargli una strada parallela al pensiero condiviso. Una sorta di pensiero parallelo. Loro in questo saranno molto più bravi e preparati di me. A me il compito di aprirgli questa porta ;) E allora via... si inizia.. e quando si inizia lasciamo fuori il mondo e costruiamone uno nostro ;) Mah... ambiziosa? Si! ;) Per questo ho accettato, una sfida per me... ma voglio che lo diventi anche per loro. Una fantastica sfida. Speriamo di riuscire a mettere in pratica il turbine di emozioni e di idee che mi frullano da un po' ;)

E comunque trovo il tempo per essere qui, con voi, e di condividere con voi le mie emozioni. Giorno per giorno. Non smetterò mai di ringraziarvi. Come non smetterò mai di ringraziare Nus de L'Ennesimo blog di cucina per aver selezionato il mio tonkatsu come ricetta vincitrice della sfida di febbraio e il blog Terra e Farina per aver messo al secondo gradino del podio nel loro bellissimo contest il mio pasticcio di tortillas.

Che dire.
Passata la febbre è tempo di tutte queste emozioni.
Fantastico.

Da un po' di tempo sono andata in sollucchero, come direbbe il Giovane Holden (uno dei miei libri preferiti) per il contest il quinto quarto (r)evolution... che dire sarò sadica o morbosa ma una parte di me è sempre stata attirata dai piatti di interiora, frattaglie, rigagli, ecc.... quindi ho voluto unire la raffinatezza dei prodotti Mariangela Prunotto con la decisione delle interiore dell'anatra. Ho trovato da un contadino (e quanto l'ho cercato) del freschissimo fegato e cuori di anatra. Non il foie gras o il fegato grasso! Non riuscirei a rendermi partecipe di tale crudeltà, credo tutte voi sappiate il macabro ingozzamento forzato di queste povere bestie. Io ho usato del semplice fegato e ne è nata una straordinaria portata.


Ingredienti per due persone:

Per il patè:
  • 200 gr di fegato di anatra (NON GRASSO) e cuori di anatra
  • 1 fetta di pancetta
  • 1 manciata di nocciole tostate
  • 1 chiodo di garofano
  • cannella
  • 2 bacche di ginepro
  • 3 bacche di mirto
  • pepe rosa in grani
  • noce moscata
  • 1 scalogno
  • 50 gr di mollica di pane ammollata nel latte
  • timo
  • alloro
  • olio evo
  • sale e pepe
  • cointreau
  • confettura extra di rosa canina Azienda Agricola Mariangela Prunotto
  • granella di nocciole
  • 1 presa di buccia di arancia grattuggiata

Per la base:
  • 4 fette biscottate
  • 20 gr di burro



Cuciniamo insieme:
Innanzitutto preparate la base del crostino. Prendete le fette biscottate, tritatele grossolanamente e aggiungete il burro fuso. Mescolate bene e in uno stampo mettete il composto pressando bene come per la cheescake ;). Ponete in frigo mezzora.
Nel frattempo mettete in una padella tre cucchiai di olio, lo scalogno tritato, tutti gli aromi tranne la buccia d'arancia che metterete alla fine. Aggiungete i fegatini e i cuori dell'anatra tagliati grossolanamente. Quando inizieranno a rosolare per bene sfumate con il cointreau (ci sta benissimo anche del cognac o del madera/porto). Salate e pepate e fate cuocere per una decina di minuti. Trasferite il composto (io ho eliminato il chiodo di garofano perché sarebbe risultato troppo invadente) nel mixer insieme al pane ammorbidito nel latte e alla buccia d'arancia grattugiata e tritate. Aggiungete ora le nocciole sminuzzate grossolanamente, amalgamate per bene il composto e ponete il patè sopra la base di fette biscottate pressando molto bene e ponete in frigo per una notte. Il giorno dopo impiattate aggiungendo sulla superficie la confettura di rosa canina Az. Agr. Mariangela Prunotto e della granella di nocciole.
Il piatto si sposa divinamente con degli spicchi di arancia pelati a vivo.

lalexa














lunedì 25 febbraio 2013

Cannoli con aringa, pecorino, uvetta e gelatina di dolcetto

Ragazze l'influenza ha colpito anche me!
Ammaccata e stralunata sul divano, tra un'aspirina e la propoli, non mi dilungherò in discorsi deliranti febbricitanti, passo direttamente alla ricetta.


Ingredienti per quattro cannoli:

Per i cannoli:
  • 30 gr di farina di segale
  • 30 gr di farina di farro
  • ½ bicchiere di vino passito o dolcetto
  • 3 cucchiai di olio evo

Per la farcia:
  • 1 patata
  • 1 manciata di uvetta ammollata nel ½ bicchiere di vino che userete per l'impasto
  • aringa affumicata
  • pecorino grattuggiato non troppo stagionato
  • gelatina di “dolcetto” Azienda Agricola Mariangela Prunotto



Cuciniamo insieme:
Impastate le farine con il vino e l'olio e mettete in frigo avvolto da pellicola per una mezz'ora. Ricavate con l'impasto dei cerchi e creati dei cannoli con l'aiuto dei cilindri appositi. Cuocete i cannoli a 180° per una ventina di minuti.

Bollite la patata e quando sarà cotta schiacciatela e aggiungete l'aringa tagliata a pezzettini, l'uvetta ammollata, un cucchiaio di gelatina di “dolcetto” Az. Agr. Mariangela Prunotto e il pecorino grattuggiato. Mescolate bene e con l'aiuto di una sac-à-poche farcite i cannoli appena sfornati.
Riponete il tutto 5 minuti in forno per far sciogliere il pecorino e infine guarnite i lati dei cannoli con la gelatina di dolcetto sminuzzata.


Ora mi rituffo sotto il piumone. Appena se ne va questa febbre torno da voi! Un bacio.

lalexa





lunedì 18 febbraio 2013

Tazzine al grana con salsa di gorgonzola e ricotta, bresaola di struzzo e composta di fichi

L'altro giorno sono stata dall'estetista a fare una pulizia del viso. Premetto che ci vado tipo una volta all'anno ma più che un piacere questa volta è stato un dovere poiché era una pulizia che avevo acquistato con un coupon che stava scadendo. Solitamente non ho mai avuto problemi con 'sti famigerati coupon... Ma questa volta disagio; e non solo perchè sono stata accolta da un gruppo non ben identificato di brasiliane(brasiliani?) che erano centomila volte più donne di me e credetemi che io solitamente non ho nulla contro queste  persone coloratissime e normalmente simpaticissime, e non ho provato disagio perchè per tutto il tempo mi hanno fatto i conti in tasca su quante volte ti depili e perchè a volte ti depili con la lametta (ebbene so che non si fa ma ahimè quando la fretta gioca e devo scappare in piscina io non possiedo un estetista personale) e non ho provato disagio perchè hanno cercato di convincermi che con delle ciglia extension avrei avuto uno sguardo-da-baciami-subito-che-avrebbe-steso-qualunque-macho-latino-all'istante! Ebbene ho provato disagio perché all'uscita cercando di scappare da quel posto prima possibile ho ribaltato un vaso in entrata contenente dei kitschisssimi fiori finti e ingialliti (orrore). Si, ho provato disagio e vergogna... Per fortuna non me l'hanno fatto pagare... quasi sicuramente era un vaso originale cinese dell'epoca della dinastia Ming ma è più probabile fosse della dinstia cinese Bazaar Tuttoauneuro! ;)

L'altra settimana è arrivato da me il pacco dell'Azienda Agricola Mariangela Prunotto, che meraviglia, la mia testa ha frullato un pochino e ne sono uscite delle simpatiche tazzulelle! Un antipastino intrigante e gustosissimo!


Ingredienti per due tazzine:
  • 100 gr di farina di enkir
  • 20 grammi di olio evo
  • 30 grammi di grana gratuggiato
  • sale
Per la salsa:
  • 50 grammi di ricotta fresca
  • 2 cucchiai di gorgonzola
  • 1 cucchiaino di miele



Cuciniamo insieme:
Lavorate la farina con l'olio e il grana e mettete l' impasto in frigorifero per una mezz'oretta. Intanto preparate la crema mixando insieme la ricotta, il gorgonzola e il miele. Create le vostre tazzine e mettetele negli stampini per 25 minuti circa in forno preriscaldato a 180° gradi. Servite riempiendo le tazzine con la salsa e completando il piatto con la bresaola di struzzo e la composta di fichi! 

'nabbbbontà! ;)



lalexa




Con questa ricetta partecipo al contest "Dolcemente Salato" del blog Arricciaspiccia e Az. Agr. Mariangela Prunotto






martedì 15 gennaio 2013

Polenta e baccalà... buona la seconda!

Ebbene si... Un piatto che mi frullava in testa già dalla scorsa settimana... e che a dirla tutta ho anche già provato... la scorsa settimana. Che bello - pensavo - rivedere un po' un classico piatto come la polenta con il baccalà che qui a Verona va forte! Ma qualcosa è andato storto... È da quel giorno della scorsa settimana che è partito il disastro... mi reco nel supermercato di fiducia per acquistare il baccalà, di solito io lo prendo già bagnato e non ho problemi; quel giorno però era finito. Sbircio nel bancofrigo e trovo questo "stoccafisso sotto sale", poco male - pensa l'interdetta - lo sciacquo strabene, lo bollisco senza sale e les jeux sont faits!Aaaah... e qui inizia il bello. Arrivo a casa lo sciacquo per bene tipo venti volte, lo bollisco, lo rilavo e faccio la mia crema di baccalà. Voi direte: "Una brava cuoca assaggia sempre!" ...Mi sono sopravvalutata ammeto e ho fatto anche la polentina poco salata - perchè magari il baccalà è già salatino no? - porto in tavola.
Cena romantica. Piatto bellino. Cin cin con un super vinello bianco. Bacetto e ti amo tanto. Assaggio mio e del mio tato... prime reazioni: Lingue felpate, asfissia, occhi pallati, arresti cardiaci, aurore boreali e miraggi (cit) seguite dalle prime visioni di San Pietro sulla tavola con le chiavi in mano ...pareva di leccare una salina ...ma ancora più salata!
Quindi la cena romantica è diventata una polentata nuda e cruda!! Però il tarlo mi è rimasto e stavolta... il conto non è stato salato ;)


Ingredienti per due persone:

Per il baccalà:
  • 400 gr di stoccafisso bagnato
  • 1 patata bianca grande
  • 1 bicchiere di latte
  • 1 spruzzata di vino bianco
  • 1 manciata di parmigiano reggiano
  • olio evo
  • sale e pepe

Per la polenta:
  • 130 gr di polenta bianca
  • 1 cucchiaino di sale

Per la salsa ai peperoni:
  • 1 peperone rosso
  • olio evo
  • sale 



Cuciniamo insieme:
Bollite il vostro stoccafisso già bagnato per circa dieci minuti in una pentola con acqua e una spruzzata di vino bianco. Ora scolate e private il pesce dalle lische. Mettete in una pentola con il latte, la patata, il sale e il pepe e fate cuocere fino a quando la patata non sarà cotta. Spegnete, fate intiepidire e frullate con il frullatore ad immersione aggiungendo il formaggio parmigiano e un filo di olio evo.

Per la polenta:
Nel frattempo preparate la polenta, io da buona trentina doc ho usato il paiolo ma potete usare anche una pentola. Mettetendo un litro di acqua e un cucchiaino di sale. Quando prenderà il bollore aggiungete la farina di polenta a pioggia mescolando bene e costantemente con la frusta. Fate cuocere per 45 minuti e poi ponetela in una teglia ad intiepidire.

Per la salsa al peperone:
Prendete il peperone infilzatelo dalla parte del gambo con una forchetta e ponetelo direttamente sulla fiamma viva del gas finché non annerisce. Una volta abbrustolito togliete la pelle del peperone sotto l'acqua corrente e frullatelo con il frullatore ad immersione con il sale ed un filo di olio evo. Io faccio questa operazione perchè la pelle del peperone mi è indigesta e lo preferisco nel sapore, ma se volete potete fare la salsa direttamente con il peperone a crudo. 

lalexa


...doveroso tributo ;)


Con questa ricetta partecipo al contest "Colors and Food di gennaio - Bianco e... un tocco di rosso!"





giovedì 10 gennaio 2013

Cotechino in pasta di canederlo con mousse di lenticchie. (Riciclo mon amour)

Appena passate le feste natalizie...
Uhm... Mi aggiro quatta quatta tra la mia cucina osservando tutti gli "avanzi" culinari... residui di cesti, di regali, di menù luculliani... e quindi ecco lì un pezzo di torrone aperto alla meno peggio che sbuca timido e lì, vicino alla palla di neve con la slittina di babbo natale ecco un pandoro smangiucchiato... perfetto per la colazione! Eddai non si possono buttar via questi bendidio, occorre smaltirli! Ogni anno è così vero!?
Ma parliamo dei  freezer, spesso stipati di pietanze che - Si... riutilizzerò!!! - ebbene, rifiutandomi da sempre di buttare via cibo, ci ho schiaffato dentro un pezzo di cotechino (quel che è rimasto degli splendidi cotechini regalati dal contadino che di solito mi vende la frutta) e delle lenticchie reduci di una cena fatta con amici prima di partire per il Capodanno! E anche in quell'occasione, come sempre, con l'ansia di non fare abbastanza ho cucinato per un esercito. Ma che soddisfazione mi da riprendere in mano gli "avanzi" e reinventare, trasformare e con grande piacere poi mangiare! ...Ma non vi è mai successo di creare dei veri e propri manicaretti con i vostri avanzi? Ssono piccole soddisfazioni della vita diciamocelo :)


Ingredienti per il canederlo di cotechino:
  • 1 cotechino cotto
  • 4 panini raffermi privati della crosta
  • 1 rosso d'uovo
  • erba cipollina
  • 2 bicchieri di latte
  • 4 cucchiai di farina
  • sale 

Per la mousse:
  • lenticchie cotte
  • olio evo
  • timo
  • pepe rosa

Cuciniamo insieme:
Iniziate con l'impasto di canederlo: prendete il pane, levate la crosta (ok, il pane è un avano....ma la crosta non buttatela, può diventare un ri-avanzo ahahah) e tagliatelo a cubettini, ponetelo in una terrina e aggiungete il latte intiepidito ,mescolate molto bene e aggiungete il rosso d'uovo, il sale, l'erba cipollina, e infine la farina, mescolate ancora per bene il composto e mettete per un tempo minimo di mezz'ora in frigorifero (più tempo passa meglio é). Stendete l'impasto di canederlo ottenuto e formate un quadrato, adagiate ora il vostro cotechino cotto (se l'avete messo via in fette potreste creare un polpettoncino, io l'avevo surgelato in pezzo unico) e sigillate bene con l'impasto. Io ho cotto il canederlone nella vaporiera di bambù per renderlo un po' più leggero ma potete cuocere il rotolo in abbondande brodo o acqua salata per circa mezz'ora.

A parte scaldate le vostre lenticchie, io le avevo cucinate con alloro, scalogno, carota, sale e pepe ma andranno benissimo tutti i tipi di preparazione. Una volta calde passatele con il frullatore ad immersione e poco olio evo.
Tagliate a fette il rotolo e impiattate con la mousse e se vi va una spolverata di timo e pepe rosa.

lalexa





Con questa ricetta partecipo al contest di L'Ennesimo Blog di Cucina, CRE-AZIONI IN CUCINA, di gennaio






lunedì 10 dicembre 2012

Un nido d'amore per la mozzarellina di bufala

Finalmente le ho trovate! Le ha trovate il mio tato, penso si sia tolto un peso perché stavo diventando davvero petulante: le patate viola.... 

"E qui mi intrometto io (il trovatore delle patate) in questo strano mondo io... ero l'unico testimone... ahahah ....mi aggiravo gaurdingo all'interno del supermecato di fiducia, in realtà non prestavo molta attenzione alle verdure...vuoi mettere più avanti iniziavano formaggi e insaccati...wow... ma mi è cascato l'occhio sul banco delle verdure perché in quel momento l'umidificatore automatico delle verdure stava nebulizzando l'acqua... assai interessante!! E... ahah...alzo gli occhi e vedo una cassettina di color nero, in mezzo a tutto quel verde attirava l'attenzione, ma era posizionato in alto sull'ultimo scaffale...ho dovuto affidarmi allo specchio posto sul soffitto per vedere che cavolo era, poteva essere una cosa....da uomini... era nera!!! ;) e invece vedo una macchia viola in mezzo alle verdure... erano loro, le ormai note anche a me patate viola, pensavo fosse una leggenda, o una scusa per mandarmi in giro per supermercati per togliermi da casa... e invece esistono... stavo per comprare tutte le confezioni per un totale di una decina di chili... le ho messe tutte nel cestello... poi vergognandomi un po' di fronte a tutti gli altri clienti...sono tornato indieto e continuando a ripetere "esistono.... esistono... esistono..." ne ho riposte sullo scaffale una bella dose... grazie supermercato. Mi sono guadagnato sette otto mesi di serenità! Ho mandato subito un messaggio all'Alex cuoca con scritto - ah però... - sapendo di stuzzicare quella leggera curiosità che la caratterizza... a quel messaggio ha risposto con 6 chiamate alle quali non ho risposto.... troppa la gioia di farla "rosolare" (parlo anch'io come i cuochi) nella sua curiosità in attesa della sorpresa. Arrivato a casa mi sentivo Babbo Natale ubriaco che arriva in anticipo... ed ecco qua... scusate l'intrusione, non capiterà più... mi sembrava di aver trovato una pepita d'oro in omaggio... ahaha... e poi dicono che gli uomini non amano le verdure!!!."

Rieccomi... ahah... ecco avete capito anche voi com'è andata ora... appena avute le patate in mano, dopo la gioia, mi sono chiesta: "Ma come le cucino?!". Stasera volevo fare il rostì di patate e allora proviamolo anche con queste violette... ed ecco che mi esce questo antipastino,
Il rostì è una polpetta/torta di patata grattuggiata fritta...ma io ho creato questi nidi con lo stesso procedimento ma invece che friggerli li ho fatti al forno.
Devo ammettere che il gusto del piatto è davvero notevole, non amo farmi complimenti ma questo piatto ve lo consiglio... con il cuore... non solo di carne salà ;) semplicissimo e ricco di sfumature di gusti!

Ingredienti:
  • 2 patate viola 
  • 2 patate rosse
  • mozzarelline di bufala
  • carne salà
  • sale
  • erba cipollina
  • olio evo


Cuciniamo insieme:
Bollite per 10 minuti le patate con la buccia, una volta tiepide (non fredde) spellatele e grattuggiatele (le patate viola in una terrina, quelle rosse in un'altra) aggiungete olio e sale. A questo punto otterete un impasto "appiccicoso", foderate i vostri stampini con un pò di impasto, tanto da creare dei nidi e mettete in forno a 180° fino a doratura. Impiattate inserendo nei nidi di patata le mozzarelline di bufala messa venti minuti prima di servirle in acqua tiepida/caldina ancora sigillate nella loro confezione per 25 minuti (tutto ciò esalta il loro gusto, ve lo assicuro), erba cipollina e se vi va carne salà o un affettato a piacere!

lalexa









sabato 8 dicembre 2012

Polpette di prosciutto cotto - ricotte... in 5 minuti

Eccomi qui! Ho passato indenne la festa dell'Immacolata con i miei 140 nonni, gli alpini hanno dato (eccome se ci hanno dato), il loro tasso alcolemico era notevole, devo ammetterlo, e oltre che badare ai nonni ho dovuto, verso la fine del pomeriggio, badare anche a loro (per una questione di buongusto ometto le vicissitudini accadute tipo rovinate a terra ecc ecc ecc...) ma anche quest'anno è andata!
E come ho promesso ieri oggi posto le polpettine di prosciutto, premettendo che io ieri le ho usate per guarnire la zuppa queste piccole polpette sono adatte anche per un antipasto, si fanno in 5 minuti e sono davvero gustose e graziose, io ve le propongo su dei crackers, avevo letto di questi fantastici crackerini sul blog di Sandra "Le padelle fan fracasso", ieri dovevo rinfrescare il lievito madre e quale migliore occasione di utilizzare l'eccesso di pasta madre per provarli un po' alla mia maniera (li ho fatti lievitare molto meno... il risultato? Forse più croccanti e meno "ariosi"). Grazie Sandra per l'idea fragrante e sfiziosa!
Per il resto vi abbraccio e mi godo il meritato riposo!



Ingredienti:
  • prosciutto cotto
  • ricotta
  • sale
Per la copertura esterna (ma potete sbizzarrirvi con la fantasia)
  • panko (o pangrattato)
  • origano
  • paprika
  • semi di sesamo
  • semi di papavero

Cuciniamo insieme:
La ricetta è ancora più rapida della zuppa di ieri: mettete nel mixer il prosciutto, la ricotta, il sale e il pepe. Create le vostre polpette e passatele in ciò che più vi aggrada. Io ne ho fatte alcune con l'origano, altre con la paprika e altre ancora con panko, con semi di sesamo e con semi di papavero.
Passatele 5 minuti in forno preriscaldato a 180° e servitele come meglio credete!


Una polpetta al giorno toglie il medico di torno... era una polpetta? ...ma... forse si!

lalexa




martedì 4 dicembre 2012

I mitici Tirtlen

Era da un bel po' di tempo che non facevo più i tirtlen...un piatto tipico dell'Alto Adige! Questi "tortelli" sono un perfetto antipasto e per farli si usa la farina di segale, il ripieno è caratterizzato dalla verza ma si possono usare anche i crauti o le patate: oggi vi propongo quelli che solitamente faccio io... o meglio che solitamente da generazioni facciamo nella mia famiglia: con la verza e lo speck! È un piatto dal sapore davvero rustico e piacevole e forse non proprio dietetico visto che vanno fritti, ma ...basta non esagerare nelle quantità... anche se vi assicuro che sarà molto difficile resistere quando li avrete sotto gli occhi!




Ingredienti per 4 persone:

Per l'impasto:
  • 200 gr di farina di segale
  • 100 gr farina 00
  • 15 gr di burro fuso
  • 3 cucchiai di latte 
  • 1 uovo
  • acqua tiepida
  • sale 

Per la farcitura:
  • mezza verza
  • 1 spicchio d'aglio
  • 2 cucchiai di aceto
  • olio evo 
  • 1 fetta di speck di circa mezzo cm di spessore 
  • 100 gr di ricotta 
  • brodo vegetale
  • 3 bacche di ginepro
  • cumino
  • sale
  • olio per friggere (io per questi uso quello di oliva)

Cuciniamo insieme:
Procedete con  l'impastare insieme le farine, il latte, l'uovo, il sale e il burro fuso; lavorate fino a formare un composto morbido ed elastico aggiungendo quando occorre dell'acqua tiepida. Avvolgete la palla in pellicola e ponete in frigo per una un'ora circa.

Ora lavate e tagliate a listarelle la verza, sbollentatela per 20 minuti in acqua, a parte mettete sul fuoco una padella con un filo di olio e lo spicchio d'aglio intero che poi leverete, aggiungete lo speck tagliato a dadini, la la verza sbollentata e quando sfrigola sfumate con l'aceto. Aggiugete sale, cumino e le bacche di ginepro sminuzzate e infine il brodo e fate cuocere con coperchio per circa un'ora (finché non risulteranno morbide). A fine cottura fate intiepidire e mettete il composto in una terrina aggiungendo la ricotta e mescolate per bene.

Ora tirate l'impasto in sfoglie sottili e crate i vostri tirtlen ritagliando dei quadrati (o dei cerchi), mettete al centro del quadrato di pasta un cucchiaino del vostro composto e ricoprite con un'altro quadrato avendo cura di chiudere bene i bordi... come per i classici ravioli!
Infine friggete in abbondante olio per qualche minuto fino a leggera doratura poi scolateli su della carta assorbente e serviteli ben caldi!


Un piatto che vi riscalderà...vi sembrerà di essere in una baita di montagna con la neve fuori e un buon boccale di birra per voi! 

Prost kameraden!

lalexa




Con questa ricetta partecipo al contest "Fritto all'Italiana" di Mariella Cooking






martedì 27 novembre 2012

Tortino di taro, polpettone e caciocavallo con salsa ai pomodori verdi

Ok ok sono la regina delle patate, ossessionata letteralmente dai suoi mille e versatili  usi... già sapete. La mia saga alla ricerca di mille varietà di patate prosegue costantemente ed ecco che ieri in un african-asian-market mi imbatto in questi tuberi pelosi,boh, chiedo prontamente al commesso che con sguardo stralunato alla mia domanda di cosa fossero quelle cose pelose mi risponde con sguardo inebetito: "Patate!". Prontamente acquisto! Vado poi alla documentazione on line... M'illumino d'immenso: anche chiamate taro, eddos, saitomo, patate da campo giapponesi, polinesiane e via dicendo.... inizio allora a viaggiare tra le mie creazioni pindariche creative sulla ipotetica ricetta che potrei preparare con queste bizzarre "patate", in più avevo fatto il polpettone il giorno prima, un mega polpettone che poteva sfamare un esercito e con l'avanzo di tale razione ne è nato un super piattino. Il risultato lo vedete da voi... uno splendido tortino! Il gusto!? Pieno. Cremosissime le patate, intense, ottime... in più la salsina al pomodoro verde che ho abbinato al piatto è stata letteralmente la morte sua! 




Ingredienti per due tortini:
  • 2 fette di polpettone (o carne macinata fatta ad hamburger)
  • 4 patate pelose (taro, saitomo, eddos....)
  • 2 fette di caciocavallo
  • 1 bicchiere di latte 
  • 30 gr burro
  • prezzemolo
  • sale
  • panko o pangrattato

Per la crema ai pomoderi verdi:
  • 2 pomodori verdi piccoli
  • 1 spicchio d'aglio
  • olio evo
  • sale 
  • brodo vegetale 
  • 1 cucchino di zucchero

Cuciniamo insieme:
Per prima cosa pelate i taro mettendovi dei guanti poichè potrebbero procurarvi irritazione da crudi e metteteli a bollire in acqua salata fino a cottura. Scolate e passate allo schiacciapatate, aggiungete il burro, il sale, il latte e il prezzemolo e usate le fruste come per fare un classico purè. Mettete da parte.

Per la salsina:
Mettete lo spicchio di aglio in un filo di olio evo, aggiungete i pomodori verdi tagliati a fettine, il sale, il brodo e lo zucchero, fate cuocere per circa 15 minuti. Spegnete la fiamma e passate il composto con l'aiuto di un frullatore ad immersione.

Prendete le vostre cocotte (o stampini) e imburratele, stendete uno strato di purè di taro, una fetta di polpettone (potete anche usare della carne macinata ma dovrete creare degli hamburgher che salerete e a cui avrete aggiunto del parmigiano), il caciocavallo (o un formaggio che più vi piace) e ricoprite con il purè di taro, spolverate con del panko (potete usare anche del pangrattato) e qualche fiocco di burro. Mettete ora in forno preriscaldato a 180° per 40 minuti circa.
Impiattate e accompagnate i tortini con la salsina di pomodori verdi!




lalexa