Visualizzazione post con etichetta risotto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta risotto. Mostra tutti i post

lunedì 8 luglio 2013

Risotto prosciutto crudo e melone

Fiuuuuuu! Eccola Lalexa!
Come state bimbe mie? Io torno da un periodo defatigante di qualche giorno in montagna, sono stata in Valle perchè finalmente è arrivata la mia macchinina e ne ho approfittato per riposare un po' e scappare dal caldo.
È da un po' che non riuscivo a passare da Pappa con mio immenso dispiacere e sconforto... Vabbè... non riuscivo materialmente a passare, ogni giorno qualcosa da fare... per esempio sto cercando di vendere l'auto vecchia... una scassona a benzina piacevolmete bottata... impresa alquanto ardua direi! Beh... e qui sono incappata in una delle mie frequenti disavventure! Qualche tempo fa mi chiama un tizio... in realtà chiama il mago pancione che grazie a Dio tratta sta cosa al posto mio, dice di essere parecchio interessato alla macchina, domanda varie cose, si informa e bla bla bla... morale: la vuole! Deciso! Bah, la cosa ci puzza ma al tempo stesso non capiamo l'inghippo, in più questo tizio chiama ogni giorno sempre più deciso. Ok. Ci accordiamo finalmente un giorno per fargliela almeno vedere... ma lui... poverino non riesce proprio a raggiungerci. Ci muniamo di pazienza e compassione e partiamo alla volta della sua cittadina a 1 ora e mezza da Verona. All'arrivo nel suo bel paesetto l'atmosfera si fa già diversa e negli occhi del mago pancione vedo gia il segnale del "torniamo a casa, dai!". Ci dice che ha perso i documenti la sera prima, ci dice che vuole andare subito all'aci a fare la vendita (senza documenti??), e constatato la chiusura degli uffici ci vuole dare i soldi in contanti sull'unghia senza passaggio di proprietà, senza una carta, senza praticamente aver provato/visto l'auto... insomma senza niente. Ma perchè!?!?! Non riusciamo ancora a capirlo, le abbiamo pensate tutte. Io e il mago gli facciamo notare che qualcosa non quadra... che se facciamo le cose fatte bene è meglio. Che non possiamo lasciargli la macchina così... ;))) Poi (non siamo razzisti!!) ci diceva di essere italiano ma la sua pronuncia tradiva un accento non proprio veneto e la sua carnagione era degna di 3 mesi di spiaggia quotidiana, non sarebbe di certo stato un problema la provenienza non italiana!! Ma quando il mago gliel'ha fatto notare si è tutto scaldato e ha iniziato a sudare... sarà stato il caldo dai, non pensiamo male ;) ...ebbene... ce ne siamo tornati a Verona, con la macchina vecchia sotto al sedere e con la sua promessa che la macchina la prenderà lui e chi ci chiamerà a brevissimo... lo sentiremo!? Mah
Ora pensiamo alle pappe che è meglio... vi lascio con questo splendido risottino... che ad immaginarlo non gli si da due lire... provatelo... mi direte! Soprendente!
aaaaa la notizia di cui vi parlavo? Divento ziaaaa. Ma andiamooooo!  Gioia, gioia e gioia!!!!!  



Ingredienti per due persone:
  • 160 gr di riso vialone nano
  • 1 scalogno
  • 1/2 melone pulito 
  • 1 spruzzata di vino bianco
  • brodo vegetale
  • parmiggiano reggiano grattuggiato
  • prosciutto crudo a fette
  • basilico
  • olio evo


 


Cuciniamo insieme:
Tritale lo scalogno e fatelo appassire nell'olio evo, ra buttate il riso e fatelo tostare per bene, sfumate con il vino bianco e coprite con un po' di brodo. Dopo 5 minuti aggiungete il melone passato nel mixer e portate a fine cottura. A riso cotto spegnete il fuoco e mantecate con il formaggio grana e il basilico tagliato grossolanamente con le forbici. Fate intiepidire il riso (per questo motivo tenetelo un po' al dente), trascorso il tempo foderate delle tazze con le fette di prosciutto crudo, riempite con il riso e sigillate il tutto. Capovolgete le tazze e guarnite con una foglia di basilico. Il gioco è fatto. Questo risottino anche... è perfetto per l'estate!!! Ottimo anche freddo magari come piccolo antipasto! 
lalexa




Con questa ricetta partecipo al contest "Sapori di mediterraneo" di Petrusina




mercoledì 17 aprile 2013

Risotto erba amara e stracchino

Ola belle bimbe! Tempo spaziale oggi qui a Verona... che voglia di staccare, di star fuori, di osservare le persone e di fare grigliate. Ma io qui a Verona nel mio bilocalino possiedo solo un piccolo terrazzino.... Macchisenefrega.... stasera non mi ferma nessuno e quindi munita di mini griglia appartenente a un vicino di casa del tato ereditata per vicissitudini strane... una griglia moooolto vintage... del periodo pre-bellico della dimensione di 30 cm per 20 circa... una griglia che che trasuda racconti di pic nic con il giradischi portatitile, beh, stasera grigliata sul poggiolo! Ridicola penseranno i vicini... pancia mia fatti capanna penso io.

Voglio ringraziare di cuore tutte le amiche che continuano a passare in questo mio piccolo spazio nonostante io non riesca sempre ad essere presente o tempestiva nei vostri blog visto il periodo troppo pieno. Grazie perchè sapete percepire la mia essenza! Grazie per i commenti che ogni volta mi riempiono e mi fanno capire che c'è splendore, empatia e comprensione in maniera autentica e gratuita. E ciò mi commuove.
Ieri ho fatto un risotto utilizzando dell'erba amara (qui la chiamano così), solitamente qui la usano per fare torte, frittelle e frittate e si trova nei prati. Devo dire che nel risotto non è niente male... leggermente amarotica ma gradevolissima!


Ingredienti per 2 perone:
  • 1 scalogno
  • olio evo
  • 180 gr di riso
  • brodo vegetale
  • vino bianco
  • erba amara
  • stracchino o squaqquerone
  • grana gratuggiato

Cuciniamo insieme:
Tritate lo scalogno e mettetelo in una pentola con un filo d' olio, fatelo imbiondire e buttate il riso (non nella spazzatura... ahahah, che forza), fate tostare per bene e sfumate con il vino bianco, aggiungete il brodo e l'erba amara sminuzzata grossolanamente. A fine cottura mantecate con lo stracchino e il formaggio grana.

Ieri vegetariana oggi animala! Vado a preparare la griglia. A me la salsiccia! :)

lalexa

venerdì 15 marzo 2013

Risotto acciughe, capperi, pomodori secchi e porri

Ecco l'angolo gastronomico-narrativo de Lalexa.  
Ma vabbè cosa ci volete fare se mi piace condividere con voi ciò che mi passa per la testa in questo periodo? Se vi annoiate saltate subito alla ricetta che non mi offendo... un risottino non mente mai. E come vi avevo detto mi piace sperimentare in fatto di risotti e questo mi è davvero piaciuto.
Ma tornarndo al libro... avevo trovato uno stralcio di questo brano in un altro libro e mi è scattata la curiosità, un giretto in libreria e mi sono ritrovata in quattro e quattro otto a leggere integralmente L'isola di Sachalin di Čechov. ... Ma poi quanto mi piace girare in libreria, ci devo andare poco perché ogni volta avrei bisogno di un portantino per portare a casa i libri (e di un portafolgio mooolto più gonfio...) e la pila in attesa di fianco al comodino cresce e cresce, ormai è colonna portante della casa ;)) Ne leggo, ne aggiungo due... uhm così non va. 
Ma tra un chicco di riso e l'altro, sbirciate questo strano brano.

Il ghiliaco ha una corporatura forte, tarchiata; è di statura media o piccola. L'alta statura gli darebbe fastidio nella taiga. Ha ossa grosse, notevoli per lo sviluppo eccezionale di tutti i processi. (...) Ha il corpo magro, asciutto, senza strato adiposo; ghiliachi grassi e obesi non se ne vedono. Evidentemente tutto il grasso si consuma in calore, che in misura tanto cospicua va prodotto dal corpo di un abitante di Sahalin per far fronte al dispendio causato dalla bassa temperatura e dall'estrema umidità. Si capisce perché mangi così grasso. Mangia carne grassa di foca, salmone, grasso di storione e di balena, carne con sangue, tutto in gran quantità, cibo grasso, secco e spesso gelato e, dato che mangia cibo grezzo, ha l'attaccatura dei muscoli mascellari straordinariamente sviluppata e tutti i denti sono molto consumati. Il cibo è esclusivamente animale, e di rado, solo quando capita di mangiare a casa o a un banchetto, aggiunge a carne e pesce aglio di Manciuria o frutti di bosco. (...)
I ghiliachi non si lavano mai, tanto che gli etnografi hanno difficoltà a stabilire il vero colore della carnagione; non lavano la biancheria, e i vestiti di pelliccia e le calzature hanno l'aria di essere stati appena strappati a un cane malato. I ghiliachi emanano un odore pesante, acido e la vicinanza delle loro case si riconosce dall'odore ripugnante, a volte insopportabile, di pesce secco e di scarti marci di pesce. Vicino a ogni jurta di solito c'è un essiccatoio pieno fino in cima di filetti di pesce che da lontano, specie al sole, sembrano file di corallo. 
Sul carattere dei ghiliachi i giudizi sono diversi, ma tutti concordano che non è un popolo bellicoso, rissoso, litigioso e convive pacificamente con i popoli vicini. All'arrivo di uomini nuovi i ghiliachi sono sempre stati sospettosi, timorosi per il futuro, ma li hanno sempre accolti con gentilezza, senza la minima protesta, e al massimo hanno mentito, descrivendo Sahalin a tinte fosche e pensando di scoraggiare così gli stranieri. Mentono solo quando commerciano o parlano con una persona sospetta e, secondo loro, pericolosa ma, prima di dire una bugia, si guardano: proprio come i bambini. Qualsiasi bugia o vanteria in forma normale, non commerciale, è per loro spregevole.
I ghiliachi eseguono con cura gli incarichi che si prendono, e non ci sono stati casi in cui un ghiliaco abbia abbandonato la posta a metà strada o abbia sciupato cose non sue. Sono agili, svegli, allegri, disinvolti e non hanno nessuna soggezione in presenza di uomini forti e ricchi. Non riconoscono nessun potere sopra di loro e pare che non conoscano neanche i concetti di «superiore» e «inferiore».
Non hanno tribunali, ignorano cosa sia un processo e ancora adesso non capiscono nemmeno a cosa servano le strade. Già solo da quest'ultimo fatto si può intuire quanto sia difficile per loro capirci. Persino dove sono già state costruite le strade, preferiscono ancora camminare nelle foreste più fitte. Li si può vedere spesso, in fila con famiglie e cani, attraversare con fatica le paludi, anche se proprio lì accanto c'è una strada.

Tipi balordi questi ghiliachi. A tratti fantastici e a tratti ripugnanti... ma una cosa mi ha colpito molto leggendo questo brano che mi sono ritrovata davanti leggendo il libro.... che anche io non amo camminare sulla strada principale. E che questo può sembrare strano e anormale a chi dalla strada principale non riesce a staccarsi.

Trooooopppppo prolissa lalexa. Non capita spesso. Perdonatemi ;)


Ingredienti per due persone:
  • 180 gr di riso
  • mezzo porro
  • brodo vegetale
  • vino bianco
  • capperi
  • 3 acciughe
  • pomodori secchi
  • basilico
  • formaggio grana grattugiato

Cuciniamo insieme:
Affettate gli scalogni e poneteli in una pentola con le acciughe e i pomodorini secchi tagliati grossolanamente, io non ho messo olio perchè è già in questi ingredienti. Buttate il riso e tostate per bene, sfumate con il vino bianco e aggiungete il brodo, i capperi e a fine cottura il basilico spezzato con le mani. Spegnete la fiamma e mantecate con il formaggio grana!

...i ghiliachi lo mangerebbero? ...Bah io penso di si!

lalexa


martedì 8 gennaio 2013

Risotto peperoni e tomino al profumo di grappa

A Verona, la città in cui vivo ormai da un bel po' di anni, la tradizione culinaria è ancorata a pochi piatti che la fanno da padrona, il piatto tradizionale per antonomasia è il lesso con la pearà; la pearà è una salsa, che vi assicuro qui idolatrano e che accompagna tutti i bolliti di carne possibile immaginabile! Qui ne mangiano kg, sopratutto sotto le feste e la cucinano dalla mattina e la cuociono per ore... importante è avere un buon brodo di carne, un midollo (la miòla in veronese) e tanto pepe.... e ovviamene tanta pazienza e tanta carne bollita! Se capitate in zona veronese vi consiglio di assaggiarla. Ricordo la prima volta che sono stata a pranzo dal mio ragazzo la sua mamma mi ha preparato in carrellata tutti i piatti veronesi tra cui questa sconosciuta, eravamo in sei e ne ha portato in tavola un pentolone che pensavo bastasse per diciotto persone almeno... quando è partito il banchetto luculliano, io col mio cucchiaio me ne sono presa un po'...a mo' di maionese, sapete, la discrezione...ahaha... sono rimasta sconvolta quando ho visto quanta  ne prendevano gli altri commensali, praticamente metà piatto viene riempito di pearà e metà di bolliti misti... ammetto che con grande entusiasmo e qualche anno di esperienza ormai sotto questo aspetto sono proprio una veronese... ma oggi non vi posto la ricetta della pearà ma vi prometto che lo farò più avanti. Oggi parlerò di risotto.... probabilmente la seconda grande passione veronese, tanto che qui, in settembre/ottobre a Isola della Scala (in provincia) fanno la fiera del riso. A comandare su tutti i risotti è quello con il tastasal, che è un impasto di carne di maiale macinata, salata, e insaporita con sale e pepe nero grosso frantumato... in breve si tratta dello stesso impasto usato per fare il salame. GNAM!!! Ecco, durante quella fiera si assaggiano risotti di tutti i tipi cucinati dalle maggiori aziende produttrici di riso della zona e ogni tanto si riescono a scovare insoliti e appasionanti abbinamenti. Io in questa sagra traformata in fiera mi diverto come una bambina visto il grande amore che ho per il riso. Ma oltre che a mangiarli mi diverto come una pazza a cucinarli, un risotto che ultimamente mi ha dato moltissime soddisfazioni, tra i miei mille esperimenti e accostamenti in fatto di risotti, è quello che vi propongo oggi: ho deciso di usare una grappa morbida per sfumare al posto del vino bianco... e credetemi che la nota che rilascia, una volta evaporato l'alcool, è molto delicata e dà molto carattere al piatto.

...che prolissa oggi lalexa! ;)


Ingredienti per due persone:
  • 160 gr di riso (io ho usato il vialone nano)
  • 1 tomino
  • 1 peperone rosso piccolo
  • 1 scalogno
  • 1 bicchierino di grappa
  • brodo
  • origano
  • sale
  • olio evo

Cuciniamo insieme:
Fate un soffritto nell'olio evo con lo scalogno tritato e il peperone mondato e tagliato a cubetti, fate cuocere a fuoco lentissimo per una ventina di minuti, questo passaggio evita che peperone e scalogno vi restino sullo stomaco, buttate il riso nella pentola e fate tostare quindi sfumate con la grappa e coprite con il brodo. A fine cottura aggiungete il tomino tagliato a pezzettini e mantecate per bene.
Impiattate spolverando con una bella manciata di origano... che secondo me in questo risotto è la morte sua!!

lalexa

grazie di tutto tato



lunedì 5 novembre 2012

Il risottino coniglio e finocchio

Qualche giorno fa ho cucinato il coniglio con la tradizionale ricetta di famiglia e anche se gustosissimo ne ho avanzato qualche pezzo che nei giorni successivi ho trasformato nel protagonista di questo piatto; devo dire che il risultato è stato sorprendente e da piatto di recupero ne è uscito un signor piatto che entrerà di diritto nel mio ricettario.

Posterò la ricetta del coniglio e di seguito del risotto.... non facciamo i conigli, oggi due ricette in una!



Ingredienti per il coniglio:
  • mezzo coniglio tagliato a pezzi
  • 1 scalogno (o mezza cipolla)
  • 2 cucchiai di passata di pomodoro
  • vino bianco
  • 4 bacche di ginepro
  • brodo
  • olio evo
  • odori (maggiorana, basilico, salvia, ecc.)
  • sale e pepe

Cuciniamo insieme:
Tritate lo scalogno finemente e mettetelo a rosolare in un filo di olio evo in un tegame di coccio (va bene anche una pentola normale), quando lo scalogno imbiondisce aggiungete la passata continuando la cottura diretta e mescolando continuamente, dopo poco togliete dalla pentola questo composto di scalogno e pomodoro (per evitare che si bruci nella fase successiva) e mettete nella stessa pentola il vostro coniglio a pezzi. Fate rosolare molto bene, sfumate con il vino bianco, mettete nuovamente il soffritto pomodorato tolto prima, aggiungete brodo e gli odori tritati finemente e infine le bacche di ginepro, sale e pepe. Coprite e fate cuocere a fuoco basso finché il coniglio non sarà tenerissimo (ci vorranno un paio di ore).

Ora potete gustare il coniglio così com'è con il contorno che più vi piace...

....ma... se grazie a Dio vi avanza qualche pezzo non potete non provare questo risotto!!!

Ingredienti per due persone:
  • 150 gr di riso
  • 2/3 pezzi di coniglio disossato precedentemente cotto (vedi sopra)
  • mezzo finocchio bollito
  • brodo vegetale
  • grana
  • vino bianco
  • 2 cucchiaini di marmellata di mirtilli

Ricuciniamo insieme:
La situazione nella vostra pentola sarà questa: si sarà formato un sughetto strepitoso in cui saranno immersi i pezzi di coniglio. Prelevate i pezzi e spolpateli, disossateli e sminuzzateli grossolanamente. Rimetteteli poi nella loro pentola e accendete il fuoco. Quando prenderà il bollore buttate dentro il riso (non faccio il soffritto poiché è gia stato fatto per il coniglio e il piatto risulterebbe pesante), quando sfrigola sfumate con il vino bianco. Ora prendete il finocchio bollito, tagliatelo a cubetti e mettetelo nella pentola insieme al riso, fate cuocere bagnando con il brodo fino quando il riso non sarà cotto.
Infine mantecate con il formaggio grana e impiattate servendolo con la marmellata di mirtilli... che devo dire si accompagna ottimamente con il sapore selvatico del coniglio.!

lalexa

e ricordate che il coniglio...ZIGA! ;)





venerdì 21 settembre 2012

Il mio risotto da Guinness





Iniziamo il nostro viaggio con un piatto di cui non potrete più fare a meno; l'autunno è alle porte e cosa c'è di meglio di un risottino dal gusto unico, caldo e speciale!?
Signore e signori il risotto con la Guinness! Cin Cin! Brindiamo a noi.

Ingredienti per due persone:
  • 1 scalogno
  • olio evo
  • 1 fetta di speck tagliata grossa
  • 170 gr di riso vialone nano
  • 1 lattina di Guinness
  • brodo vegetale
  • grana padano
  • ricotta affumicata

Cuciniamo insieme:
Tritate finemente lo scalogno, fatelo appassire a fuoco a lento in un po' di olio evo, ora aggiungete lo speck tagliato a piccoli cubetti. Quando il tutto è ben rosolato buttate il riso tostandolo molto bene e continuate a mescolare per evitare che si attacchi. Il riso inizierà a sfrigolare: è perché sta chiamando la Guinness! Quindi soddisfatelo con una lattina di Guinness e fate evaporare mescolando costantemente. Ora aggiungete il brodo ed alzate la fiamma e cuocete senza mai dimenticare di rimestare di tanto in tanto. Quando il riso è pronto spegnete il fuoco e lasciate riposare un paio di minuti, infine mantecate con il formaggio grana grattuggiato e impiattate.

Se vi va:
Potete spolverare il piatto con della ricotta affumicata grattuggiata. Vedrete come esalterà il gusto leggermente amarotico della birra e l'affumicatura dello speck.

In alto le forchette!
lalexa

...e se vi dovesse avanzare un bicchiere di Guinness rendetele onore pasteggiando con questo brano. Cin Cin!