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mercoledì 6 marzo 2013

Il manzo saltato che girava le viti del mondo

(...) Quella sera però non riuscivo a sprofondare secondo il mio solito nel piacere della lettura. Kumiko, infatti, tardava. In genere alle sei e mezza al massimo era di ritorno, e quando pensava di far tardi, anche solo di dieci minuti, non mancava mai di chiamarmi. In queste cose era fin troppo metodica. Ma quel giorno alle sette passate non era ancora tornata, né aveva telefonato. Io avevo preparato tutto in modo da poter cenare appena lei fosse arrivata. Non era un gran menù.

In una padella cinese si facevano andare a fuoco basso bue affettato sottile, cipolle, peperoni e germogli di soia, si cospargeva di sale e pepe, e si aggiungeva un po' di olio di sesamo. All'ultimo minuto si condiva il tutto con uno spruzzo di birra, era un piatto che mi ero preparato spesso quando vivevo da solo. Il riso era cotto, il brodo di miso era caldo, la verdura era lavata e disposta in un vassoio, pronta per essere buttata in padella in qualsiasi momento.



Ma Kumiko non tornava. Avevo fame, quasi quasi ero tentato di prepararmi la mia parte e cominciare a mangiare da solo. Ma per qualche motivo quella soluzione non mi soddisfaceva, avevo la sensazione che non fosse una cosa corretta, anche se non sapevo spiegarmi il perché.
Seduto al tavolo della cucina bevvi una birra, e rosicchiai parecchi cracker stantii che trovai in fondo alla credenza. La lancetta corta della sveglia si andava avvicinando alle sette e mezza, e io me ne stavo con le mani in mano a guardarla avanzare.
In conclusione, Kumiko tornò alle nove e mezza passate. Aveva l'aria spossata. Gli occhi rossi, come iniettati di sangue. Brutto segno. Quando aveva gli occhi rossi, succedeva sempre qualcosa di brutto. «Stai calmo, - mi dissi, - cerca di non parlare a sproposito. Tranquillo, naturale, cerca di non provocarla».
-Scusami, - fece lei. - Non ce l'ho proprio fatta a finire prima. Volevo telefonarti, ma per varie ragioni non sono riuscita a trovare neanche un momento.
-Ma no, non fa niente. Non ti preoccupare, - risposi come se non ci facessi caso. E in realtà non è che fossi particolarmente seccato, era successa la stessa cosa anche a me non so quante volte. Andare a lavorare fuori casa comporta tanti problemi, non è una vita limpida e serena... non si tratta di raccogliere la rosa più bella che fiorisce in giardino, portarla alla vecchietta a letto per un'influenza due strade più in là, et voilà,
la giornata è bell'e che passata. No, succede a volte di ritrovarsi con dei buoni a nulla a fare cose assurde. Succede di non riuscire neanche a trovare un momento per telefonare a casa. Bastano trenta secondi, per comporre il numero di casa e dire «questa sera sono in ritardo». Di telefoni ce ne sono da tutte le parti. Eppure non sempre si riesce a farlo.
Mi misi a cucinare. Accesi il gas e cosparsi d'olio la padella. Kumiko tirò fuori la birra dal frigo e i bicchieri dalla credenza. Esaminò cosa io mi accingessi a preparare per cena. Poi senza dire una parola si sedette al tavolo, e si mise a bere la sua birra. (...)

Tratto da:
Murakami Haruki - L'uccello che girava le viti del mondo
Einaudi Editore - 2007



Un libro che mi ha lasciato moltissimo. Non solo questa ricetta.
Ecco la mia trasposizione della ricetta. Come essere entrata anche io un po' nel libro. Non c'è bisogno di agigungere altro. La ricetta è semplice, e Murakami scrive sicuramente meglio di me ;)


lalexa










giovedì 27 dicembre 2012

Zuppa di miso... attendendo il secondo round

Il Natale è passato, e il 23 sono scappata direttamente dal lavoro alla mia terra trentina senza neanche avere il tempo di fermarmi un minuto per fare a tutti voi i miei auguri, ho iniziato da poco il mio splendido viaggio con PappaGeniale che mi ha permesso di conoscere tante persone preziose... il 21 settembre, giorno di apertura di questo blog giuro che non l'avrei mai pensato e ora, mi ritrovo a farvi i miei auguri più preziosi per il Natale passato e per la fine anno che si avvicina. Vi ringrazio di cuore e a voi vola il mio pensiero! Un bacio speciale per ognuna di voi. Il Natale prima che arrivasse mi faceva un po' paura ma poi, come ogni anno, ritrovarsi a tavola con le persone che ami, soprattutto se vivi a 300 km di distanza tutto il resto dell'anno è un momento che vorresti non si fermasse mai, ora è passato e visto che a quella tavola ci sono stata seduta asssssai ora si abbandonano (per qualche giorno) panettoni, pandori e capponi e ci si rilassa con piatti più....per così dire delicati... l'astinenza da calorie non durerà molto visto la festa di fine anno imminente ;) E allora stasera me ne torno nel calduccio della mia casetta, mi faccio coccolare da MicioPino e dal tato sorbendomi questa ipocalorica ma intramontabile zuppa di miso...una piacevole alternativa alla classica minestrina del dopo feste. Dovete sapere che nutro una grande passione per la cultura orientale....cucina inclusa ovviamente. Ma presto ve ne parlerò...
Un bacio a tutte, e sarà lo spirito del Natale, sarà l'aver ripreso possesso della mia casetta e del pc per comunicare anche con voi...ma vi voglio bene.



Ingredienti per due persone:
  • 2 tazze di acqua
  • 2 cucchiai di miso (pasta di soia fermentata)
  • 1 pezzetto di porro
  • 1 pezzetto di alga wakame
  • erba cipollina
  • 1 pezzo di tofu (se lo gradite)
  • 2 cucchiai di mirin (sakè dolce)
Cuciniamo insieme:
Mettete a bollire l'acqua in una pentola, a parte in una ciotolina sciogliete i due cucchiai di miso con i due cucchiai di mirin, quando l'acqua bolle mettete questo composto nell'acqua e aggiungete il porro a fettine, l'alga wakame tagliata a striscioline e se vi va il tofu a cubetti. Fate bollire per cinque minuti e servite molto calda con una manciata di erba cipollina... non darà la gioia del cotechino con le lenticchie ma la vostra parte zen (ahahah) ne guadagnerà! 
Ancora auguri gente!!!!

lalexa