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venerdì 15 marzo 2013

Risotto acciughe, capperi, pomodori secchi e porri

Ecco l'angolo gastronomico-narrativo de Lalexa.  
Ma vabbè cosa ci volete fare se mi piace condividere con voi ciò che mi passa per la testa in questo periodo? Se vi annoiate saltate subito alla ricetta che non mi offendo... un risottino non mente mai. E come vi avevo detto mi piace sperimentare in fatto di risotti e questo mi è davvero piaciuto.
Ma tornarndo al libro... avevo trovato uno stralcio di questo brano in un altro libro e mi è scattata la curiosità, un giretto in libreria e mi sono ritrovata in quattro e quattro otto a leggere integralmente L'isola di Sachalin di Čechov. ... Ma poi quanto mi piace girare in libreria, ci devo andare poco perché ogni volta avrei bisogno di un portantino per portare a casa i libri (e di un portafolgio mooolto più gonfio...) e la pila in attesa di fianco al comodino cresce e cresce, ormai è colonna portante della casa ;)) Ne leggo, ne aggiungo due... uhm così non va. 
Ma tra un chicco di riso e l'altro, sbirciate questo strano brano.

Il ghiliaco ha una corporatura forte, tarchiata; è di statura media o piccola. L'alta statura gli darebbe fastidio nella taiga. Ha ossa grosse, notevoli per lo sviluppo eccezionale di tutti i processi. (...) Ha il corpo magro, asciutto, senza strato adiposo; ghiliachi grassi e obesi non se ne vedono. Evidentemente tutto il grasso si consuma in calore, che in misura tanto cospicua va prodotto dal corpo di un abitante di Sahalin per far fronte al dispendio causato dalla bassa temperatura e dall'estrema umidità. Si capisce perché mangi così grasso. Mangia carne grassa di foca, salmone, grasso di storione e di balena, carne con sangue, tutto in gran quantità, cibo grasso, secco e spesso gelato e, dato che mangia cibo grezzo, ha l'attaccatura dei muscoli mascellari straordinariamente sviluppata e tutti i denti sono molto consumati. Il cibo è esclusivamente animale, e di rado, solo quando capita di mangiare a casa o a un banchetto, aggiunge a carne e pesce aglio di Manciuria o frutti di bosco. (...)
I ghiliachi non si lavano mai, tanto che gli etnografi hanno difficoltà a stabilire il vero colore della carnagione; non lavano la biancheria, e i vestiti di pelliccia e le calzature hanno l'aria di essere stati appena strappati a un cane malato. I ghiliachi emanano un odore pesante, acido e la vicinanza delle loro case si riconosce dall'odore ripugnante, a volte insopportabile, di pesce secco e di scarti marci di pesce. Vicino a ogni jurta di solito c'è un essiccatoio pieno fino in cima di filetti di pesce che da lontano, specie al sole, sembrano file di corallo. 
Sul carattere dei ghiliachi i giudizi sono diversi, ma tutti concordano che non è un popolo bellicoso, rissoso, litigioso e convive pacificamente con i popoli vicini. All'arrivo di uomini nuovi i ghiliachi sono sempre stati sospettosi, timorosi per il futuro, ma li hanno sempre accolti con gentilezza, senza la minima protesta, e al massimo hanno mentito, descrivendo Sahalin a tinte fosche e pensando di scoraggiare così gli stranieri. Mentono solo quando commerciano o parlano con una persona sospetta e, secondo loro, pericolosa ma, prima di dire una bugia, si guardano: proprio come i bambini. Qualsiasi bugia o vanteria in forma normale, non commerciale, è per loro spregevole.
I ghiliachi eseguono con cura gli incarichi che si prendono, e non ci sono stati casi in cui un ghiliaco abbia abbandonato la posta a metà strada o abbia sciupato cose non sue. Sono agili, svegli, allegri, disinvolti e non hanno nessuna soggezione in presenza di uomini forti e ricchi. Non riconoscono nessun potere sopra di loro e pare che non conoscano neanche i concetti di «superiore» e «inferiore».
Non hanno tribunali, ignorano cosa sia un processo e ancora adesso non capiscono nemmeno a cosa servano le strade. Già solo da quest'ultimo fatto si può intuire quanto sia difficile per loro capirci. Persino dove sono già state costruite le strade, preferiscono ancora camminare nelle foreste più fitte. Li si può vedere spesso, in fila con famiglie e cani, attraversare con fatica le paludi, anche se proprio lì accanto c'è una strada.

Tipi balordi questi ghiliachi. A tratti fantastici e a tratti ripugnanti... ma una cosa mi ha colpito molto leggendo questo brano che mi sono ritrovata davanti leggendo il libro.... che anche io non amo camminare sulla strada principale. E che questo può sembrare strano e anormale a chi dalla strada principale non riesce a staccarsi.

Trooooopppppo prolissa lalexa. Non capita spesso. Perdonatemi ;)


Ingredienti per due persone:
  • 180 gr di riso
  • mezzo porro
  • brodo vegetale
  • vino bianco
  • capperi
  • 3 acciughe
  • pomodori secchi
  • basilico
  • formaggio grana grattugiato

Cuciniamo insieme:
Affettate gli scalogni e poneteli in una pentola con le acciughe e i pomodorini secchi tagliati grossolanamente, io non ho messo olio perchè è già in questi ingredienti. Buttate il riso e tostate per bene, sfumate con il vino bianco e aggiungete il brodo, i capperi e a fine cottura il basilico spezzato con le mani. Spegnete la fiamma e mantecate con il formaggio grana!

...i ghiliachi lo mangerebbero? ...Bah io penso di si!

lalexa


mercoledì 14 novembre 2012

Gnocchi non gnocchi di patata gratinati

Ebbene... io amo le patate, le cucino in qualsiasi modo e ne sono ghiottissima!
All'università i miei amici mi chiamavano "Queen of potatatoes" perché ne ero davvero ossessionata (anche per le scarse risorse economiche) e ho pure inventato una canzone che scimmiottava le regine del rap!!Ahhahaha che sciocca, magari vi posto la canzone ma non prendetemi troppo in giro... solo un pò!
Quindi oggi ho deciso di proporvi una versione diversa dei classici gnocchi di patata; solo due varianti: sono cotti direttamente al forno e hanno la ricotta nell'impasto al posto dell'uovo, devo dire che oltre ad essere velocissimi da preparare sono gustosissimi!
Mi direte.




Ingredienti per due persone:

Per gli gnocchi:
  • 2 patate bollite
  • 3 cucchiai di ricotta
  • sale

Per il condimento:
  • formaggio emmental
  • 1 pezzo di porro
  • 1 piccolo radicchio rosso
  • 1 pezzo di cipolla
  • 2 fette di prosciutto cotto
  • 1 cucchiaio di panna
  • 1 cucchiaio di olio
  • sale

Cuciniamo insieme:
Preparate gli gnocchi pelando e schiacciando le vostre patate bollite, aggiungete la ricotta ed il sale. Impastate e create con l'aiuto di un coppapasta tanti dischetti di gnocco che adagerete su di una pirofila. Mettete nel mixer l'emmental insieme al porro e cospargete gli gnocchi con questo composto. Ora mettete a gratinare in forno fno a quando non si sarà formata una bella crosticina dorata.
Nel frattempo create la salsina che accompagnerà questi gnocchi: affettate il radicchio e la cipolla e fate imbiondire in un pentolino dove avrete messo l'olio, poi ponete il tutto nel mixer con il prosciutto, il sale e il cucchiaio di panna.
Quando gli gnocchi saranno pronti accompagnateli con questa crema!


In tutta fretta ho pronta qua la mia ricetta!!

lalexa




Con questa ricetta partecipo al contest di "L'Ennesimo Blog di Cucina, CRE-AZIONI IN CUCINA, di novembre"




martedì 16 ottobre 2012

La zuppa rustica dellAlexa

Brrr! Qui inizia a fare freddino, oggi vi scaldo io! 
Voglia di calore e coccole. Una zuppetta che conquisterà voi, i vostri ospiti e i vostri cuori.




Ingredienti per due persone:
  • 2 patate
  • 1 zucchina
  • 50 gr di fagioli
  • 1 scalogno
  • mezzo porro
  • 4 fette di salame
  • 1 manciata di funghi secchi
  • 1 spicchio di aglio
  • brodo vegetale
  • aromi (origano, rosmarino, prezzemolo, salvia, basilico)
  • sale e pepe

Cuciniamo insieme:
La ricetta è davvero molto semplice e veloce ma sono sicura che una volta assaggiata non potrete più farne a meno.
Mettete i funghi ad ammollare in acqua calda, nel frattempo tagliate a dadini le patate pelate, la zucchina, il salame (potete usare anche la pancetta o lo speck ma penso che il salame gli dia quel tocco davvero... rustico), affettate il porro, lo scalogno e i funghi ammollati ponete tutto in una pentola coprendo con il brodo e l'acqua usata per i funghi, quando bolle aggiungete uno spicchio d'aglio (che leverete prima che si disfi), i fagioli precedentemente cotti e gli aromi tritati insieme; aggiustate di sale e pepe e quando la zuppa sarà cotta passatela per qualche secondo con il frullatore ad immersione (non dovrà risultare una crema) e fate riprendere il bollore ancora per qualche minuto.
Avete presente quei casali umbri? Era proprio questo il calore di cui vi parlavo.

lalexa

Se vi va:
Io ho accompagnato la mia zuppa con un crostino di pane... del mio pane fatto con il lievito madre... ma questa è un'altra storia, un'altra ricetta, un'altra volta :)


Un piatto ha sempre un'anima, come la musica. Se riuscite a trovare il connubio tra le due... è perfezione.